Ada torna a Roma!

21 Mag 2015


Ansia da prestazione? Fortuna che Ada non sbaglia mai!
Raramente mi capita di cucinare le ricette del Talismano della felicità con delle aiutanti, per di più così competenti, ma oggi è una giornata eccezionale per cui forse è normale che anche loro siano speciali: cara Ada, finalmente a Roma!
Ada è talmente felice di essere di nuovo a casa che la mattina mi sveglia così presto che mi alzo prima di tutti e corro in cucina, e questo già di per sé potrebbe essere un evento più unico che raro. È che sappiamo bene che questa sera i commensali saranno palati fini, esperti, appassionati e ormai Ada la conoscete, il suo desiderio preminente è che assaggiando i piatti i convitati siano immensamente e intensamente felici.
Nel pomeriggio si cucina alacremente con S e P che ai fornelli sono delle vere esperte, molto più esperte di me.
A cena siamo in 9: A, D e S, P, N, S e A, C ed io.

Lubieniecki_Gourmands

A tavola è un susseguirsi di racconti di cucine e ricordi gastronomici, di sufflè che non gonfiano, di sformati che si sformano e di mercati che sono serviti per l’infantile conoscenza del mondo tra profumi, sapori e colori capaci di rendere indimenticabile un semplice assaggio di formaggio.
Grazie a S e ad A per l’ospitalità e la fiducia: un conto è leggere le ricette, un altro conto è aprire la propria cucina e la propria casa per ospitare Ada, e soprattutto me, a cucinare e pernottare.
Grazie a S e a P per l’aiuto e le chiacchiere in cucina, sono sempre dei momenti delicati e deliziosi.
Grazie a N per le foto, decisamente migliori di quelle che avrei fatto io.
Grazie ad A che è stata squisitamente parca nella critica e amabilmente generosa nelle lodi: da un palato come il suo è un vero onore.
E grazie a tutti per la serata, Ada ed io la porteremo nel cuore per molto tempo e tante ragioni.
E domani il convegno, a breve vi racconterò…

Per 9 persone

Minestra al latte

minestra

Pasta all’uovo 400 g – 4 uova, 400 g farina –
latte 1 l
tuorli 6
parmigiano grattugiato 50 g
sale

Morale della Minestra al latte: aggiungiamo un po’ d’acqua al latte, siamo in tanti e temiamo non bastino le quantità. A tavola concordiamo che si sarebbe potuta aggiungere una piccola spolveratina di pepe bianco e un’ idea di noce moscata, ma anche così è una delizia dal sapore delicato.

Maiale in intingolo agrodolce

maiale

Fettine di maiale 12
zucchero 2 cucchiai
cioccolato grattugiato 2 cucchiai
aceto ½ bicchiere
pinoli 1 cucchiaio
uvetta 1 pugno
prugne secche 5 o 6
olio
sale

Morale del Maiale in intingolo agrodolce: squisito. S ricorda una ricetta simile assaggiata in Sicilia, questa probabilmente l’origine del piatto. Il sapore è intenso e avvolgente, vi consiglio caldamente di provare a cucinare questa ricetta.
Prima cuocete le fettine di maiale in un filo d’olio, una volta cotte mettetele da parte in un piatto e nella stessa padella aggiungete il cioccolato grattugiato, l’aceto, lo zucchero, i pinoli, l’uvetta, le prugne a pezzi e lasciate sobbollire insensibilmente per qualche minuto, poi versate la salsa sulle fettine di maiale e il piatto è servito.
Volendo potete aggiungere anche scorzette d’arancio candite e visciole secche. Ada aggiunge anche delle cotenne, che io per il bene del colesterolo dei commensali preferisco non aggiungere. In compenso forse i pinoli li farei tostare leggermente, prima di unirli all’intingolo.

Filetti di tacchino su crostini

tacchino

Fettine di tacchino 6
prosciutto cotto
crostini di pane
burro d’acciuga
burro

Morale dei Filetti di tacchino su crostini: è incredibile come Ada riesca a trasformare delle banali fettine di tacchino in qualcosa di succulento. Il procedimento è semplice: si preparano degli involtini di tacchino farciti di prosciutto, li si infilza sugli spiedini alternandoli a crostini di pane, li si unge di burro fuso e li si inforna. A parte si prepara il burro d’acciuga – ⅓ di acciughe e ⅔ di burro – e lo si porta a tavola ad accompagnare gli involtini.
“Burro d’acciuga… ma che scrivi?” penserete voi, e invece è proprio burro d’acciuga e si sposa alla perfezione dando carattere al piatto. Le acciughe che abbiamo a disposizione poi sono davvero speciali, sono tartufate, cosa che rende il burro ancora più profumato. Ed è così che un insipido tacchino si trasforma in una leccornia. Il segreto è il burro, burro, burro e sempre burro!

Spirali

spirali

Farina 250 g
lievito di birra 10 g
uovo
burro 130 g
zucchero 3 cucchiai
mandorle tritate 2 cucchiai
uvetta 1 pugno
sciroppo di zucchero che non faccio e invece ci sarebbe stato proprio bene!

Morale delle Spirali: “appartengono alla vecchia scuola di pasticceria, e sono conosciuti sotto varie denominazioni” scrive Ada. Mi ricordano tanto il dolce delle rose che preparava nonna G per cui N, che non era grande amante dei dolci, andava in brodo di giuggiole.
Sono una sorta di madeleine che mi fa tornare alla mente tanti ricordi e tante cene simili a queste e tante facce e tante serate e N e P e una dolce nostalgia fa capolino mentre felice e satolla mi corico a letto.
Super poteri della palato, della memoria e della cucina.

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