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18 Mar 2019

All’anima delle animelle

Di venerdì in venerdì le cene si moltiplicano, le ricette si dimezzano, i commensali si incontrano, le storie si incrociano, le interiora si sommano, la digestione si avvicina e io sono perennemente in ritardo.
L e C, E e C, F, W ed io, un turbinio di ospiti e di portate in continua mutazione: c’è chi all’ultimo non può, c’è chi all’ultimo si aggiunge e c’è il macellaio che sbaglia la frattaglia. Sono passate settimane e continuo a non capacitarmene. E pensare che già gli volevo bene.

un amore di rognone

Prima di iniziare con le ricette del Talismano la mia conoscenza delle frattaglie era assai limitata. Sapevo che non mi piacevano.
Dopo tutti questi anni assieme abbiamo fatto amicizia: alcune le frequento volentieri e altre decisamente meno, ma nell’insieme mi piacciono quanto mi disgustano. O quasi. La mattina avevo avuto l’impressione che il macellaio non avesse assolutamente capito a cosa mi stavo riferendo quando ordinai animelle, ma subito mi risposi: ma va là, è un macellaio lui e i macellai, tutti i macellai, sanno benissimo cosa sono le animelle pischella che non sei altro.
E poi era un nuovo macellaio che iniziava a piacermi, andava testato.
E invece a testate, ecco cosa avrei fatto a casa di fronte alla scoperta delle 19.30: budelli al posto di animelle.
E pensare che lo sentii dire al suo garzone: “boh, si vede che avrà visto qualche trasmissione in tv” e ridere anche un po’, ma non pensavo si riferisse a me e alle mie animelle.
E quando lo scoprii ormai era tardi, non avevo tempo di cucinare budelli, ma per fortuna mi ero lasciata tentare dallo splendido rognone visto in un altro banco, il Cartier delle macellerie, e così almeno un’interiora andò in tavola.
E che nessuno stomaco presente rientrasse tra gli Adoratori di interiora e frattaglie è un’altra storia, tutti le apprezzammo a sorpresa con felicità! (altro…)

4 Mar 2019

Qua gli zampi – 2 di 2

Conoscendo i gusti e le preferenza dei miei stomachi, questa sera è il tripudio degli zampi, delle interiora e delle frattaglie in generale.

Gli zampi ed io

Attorno alla tavola imbandita di questo venerdì posso gustosamente affermare che era presente il gotha degli “Adoratori degli zampi di maiale e interiora e frattaglie in generale“: I – la regina indiscussa degli zampi – e G – che se la cava al suo fianco egregiamente – E – che non si tira mai indietro – e R – che mi ha confessato che ancora se li sogna – S – che si gusta ogni portata. E poi W ed io che potremmo felicemente vivere senza la loro compagnia, ma ormai ci siamo affezionati agli zampi, alle interiora e alle frattaglie in generale come a quei gatti guerci di paese ai quali la ciotola di cibo fuori gliela lasci felice con il cuore in mano anche se e proprio perché sono così brutti che non ci puoi credere.

P.S. Anche questa volta gli zampi arrivano direttamente dall’Agrisalumeria LUISET ed è anche per questo che sono così buoni! (altro…)

18 Feb 2019

Qua gli zampi – 1 di 2

Ormai l’ho capito: o li ami o è davvero difficile fare amicizia.

ecco l’inizio

Gli zampi di maiale sono fatti così: non esiste via di mezzo e c’è chi li adora e impazzisce per loro e chi può tranquillamente vivere senza fare la loro conoscenza. Ada evidentemente li amava perché nel Talismano ci sono ricette di zampi di ogni sorta, io faccio parte di quelli che avrebbero potuto tranquillamente vivere senza: ci mettono un’eternità a cuocere, hanno un profumo in cottura che quello della trippa in confronto è discreto e accogliente, sono così grassi che quando li disossi ti si appicciccano e non ti lasciano più, al loro interno sono tutti tendini e cartilagine e terminano con delle acuminate unghione.
Io ci ho dovuto fare amicizia per forza e vi dirò: non mi faranno mai impazzire, ma sono così bvutti che mi sono diventati simpatici.

di una lunga amicizia

E poi suvvia, lo sanno tutti che del porco non si butta via niente.
Come se non bastasse ho la gran fortuna di avere degli amici che impazziscono per loro e non è che tutti i giorni trovino zampi a portata di mano per cui è deciso: questo e il prossimo venerdì saranno dedicati a loro, agli zampi e agli amici e alle amiche che per gli zampi e tutte le altre forme di quinto quarto vanno in brodo di giuggiole. O forse sarebbe meglio scrivere in brodo di sugna.
Questa sera partiamo da loro: V e B, S e A, F, W ed io.
S non è che impazzisca per gli zampi, W neanche e io neppure e questo fa la tripla felicità di B.

P.S. Gli zampi arrivano direttamente dall’Agrisalumeria LUISET ed è anche per questo che sono così buoni! (altro…)

12 Feb 2019

#69 – Beato l’Ultimo se il primo non è Mahmood

evve

L e S, A, C, A, W ed io, un mega schermo, divani comodi, un mare di panini, carta e penna per votare e che la finale della sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo abbia inizio!
L come sempre cerca di boicottare la visione, S prende nota ad ogni canzone, io continuo a pensare a come si potrebbe cucinare Cristicchi, C segue con attenzione, W si addormenta a metà puntata, A lo segue poco dopo mentre l’altro A è concentratissimo perché vuole indovinare lui quest’anno il vincitore che li indovina sempre S. Ha già pronta una coreografia super sexy in caso di vittoria del suo prescelto.
Tutti assieme a sparar cazzate. Quanto mi piace la finale del festival di Sanremo! Immagino di essermene persa qualcuna negli ultimi trentanove anni, non saprei quale, ma immagino sia accaduto.

Come ogni strato della Torta sandwich ogni edizione del Festival è differente.
Regolamenti che cambiano, concorrenti che si moltiplicano, duetti, orchestre di tipo classico, orchestre di tipo moderno, niente orchestra, brani stucchevoli, temi sociali, cantanti stranieri sì, cantanti stranieri no, Mike Bongiorno, Pippo Baudo, Sylva Koscina, playback, urlatori, due gruppi, cinque gruppi, di nuovo due gruppi, 12 canzoni, 28 canzoni, millemila canzoni, nuove proposte, big, ospiti stranieri sì, ospiti stranieri no, l’Armata Rossa, campioni, sì all’orchestra, cantanti stranieri di nuovo sì, eliminazioni sì, eliminazioni no, vince uno solo e tutti gli altri pari merito, vincono un po’ i big e un po’ le nuove proposte, eliminiamo le nuove proposte e teniamo i big, no eliminiamo anche i big, voto popolare, giuria popolare, voto popolare sì, ma anche premio della critica, nuovi palcoscenici della canzone virtuale, vallette, co-conduttrici, drammi e melodrammi, vincitori morali e vincitori ufficiali, giurie miopi e giurie di qualità.
Quello che non cambia mai ad ogni edizione del Festival è che qualsiasi canzone vinca c’è sempre qualcuno che si lamenta perché quella canzone ha vinto.

buon 69 a tutti!

Quest’anno c’è chi si è lamentato, chi non ha saputo perdere, chi si è affrettato a scrivere soverchie cagate, chi l’ha presa con stile e chi come noi ha assai festeggiato: Cristicchi non ha vinto, A aveva messo primo in classifica quel bonazzo di Mahmood e via tutti a ballare il ballo sexy.
Cosa aspettarsi di meglio dall’edizione numero 69? (altro…)

6 Feb 2019

Gli strati della condivisione

Venerdì 1 febbraio: eccoci a tavola! Chi conosce chi?
E chi lo sa. C, A, M e P, E e C, W ed io.
C’è chi conosce quasi tutti e chi conosce quasi nessuno, ma brindisi dopo brindisi e assaggio dopo assaggio piano piano ci amalgamiamo e ci stratifichiamo fino ad arrivare al dolce:
il tiramisù di C, uno dei migliori tiramisù che abbia mai mangiato nella mia vita.

Il pregio di un buon tiramisù è che tutti gli strati coesistano ma non si invadano e che ogni strato abbia il suo carattere: abbastanza forte da farsi sentire, ma non così tanto da coprire il sapore, la consistenza e il profumo degli altri strati.
Sembra facile, ma non lo è.
Il tiramisù di C è proprio così: savoiardi inzuppati nel caffè liquoroso e dolce ma non troppo, generosa e densa crema al mascarpone e un velo di cioccolato amaro in polvere più che sufficiente a coprire senza mai allappare.
A riassaporarlo bene questo gustoso tiramisù è la perfetta sintesi nel piatto e la miglior chiusa sul palato di questa casalinga cena tra vecchi e nuovi amici. (altro…)