baccalà

6 Feb 2019

Gli strati della condivisione

Venerdì 1 febbraio: eccoci a tavola! Chi conosce chi?
E chi lo sa. C, A, M e P, E e C, W ed io.
C’è chi conosce quasi tutti e chi conosce quasi nessuno, ma brindisi dopo brindisi e assaggio dopo assaggio piano piano ci amalgamiamo e ci stratifichiamo fino ad arrivare al dolce:
il tiramisù di C, uno dei migliori tiramisù che abbia mai mangiato nella mia vita.

Il pregio di un buon tiramisù è che tutti gli strati coesistano ma non si invadano e che ogni strato abbia il suo carattere: abbastanza forte da farsi sentire, ma non così tanto da coprire il sapore, la consistenza e il profumo degli altri strati.
Sembra facile, ma non lo è.
Il tiramisù di C è proprio così: savoiardi inzuppati nel caffè liquoroso e dolce ma non troppo, generosa e densa crema al mascarpone e un velo di cioccolato amaro in polvere più che sufficiente a coprire senza mai allappare.
A riassaporarlo bene questo gustoso tiramisù è la perfetta sintesi nel piatto e la miglior chiusa sul palato di questa casalinga cena tra vecchi e nuovi amici. (altro…)

23 Apr 2018

Abbiate coraggio e prendete l’iniziativa

Fanatismo, rigidità, intolleranza, noi, gli altri, il coraggio… Come sempre Rob i tuoi compiti puntuali le tue strabilianti profezie mi sorprendono.

Agi, presagi e disagi

Rischi intelligenti, azzardi sconsiderati, emozioni, tensioni, punti di svolta e crocevia del destino. Solo a leggere queste parole mi sale la pressione. Pardon, pvessione. E quell’evolversi degli eventi che dipende solo dalla determinazione e non dal caso. Determinazione a me? Ma stiamo scherzando? Ehi aspetta, la determinazione e non il caso! Eureka! La determinazione ricetta dopo ricetta, il talismano della felicità! E non è un caso, dottor Freud, che io mi sia spiaggiata lì, sul baccalà.

Bavarese di tette – ph Marco Del Comune

A breve vi racconterò della cena di Ugo apparecchiata martedì 17 aprile al Camaleonte Piola, vi narrerò della famiglia andata a tavola con OIKOS Ritratti di Famiglie di aprile, vi lascerò di stucco con gli squisiti insetti che ho assaggiato a Milano all’Entoexperience di Entonote e vi sbalordirò con il nuovo sugoso appuntamento che bolle in pentola. Oggi però riparto da qui, dallo Stoccafisso alla messinese e da quello alla vicentina, dalla puzza del baccalà e dal profumo dei miei ricordi spaventosi e divertenti. Niente fortuna: la ricerca della felicità continua da qui, con determinazione, ricetta dopo ricetta. (altro…)

8 Giu 2017

Passano gli anni ma le buone abitudini e le madeleine non muoiono mai

Il mondo degli arretrati è il mondo in cui inciampo. Da sempre. La ricetta che non scrivo subito perché sono di corsa, quella che poi la scrivo, ma oggi intanto scrivo e depenno quell’altra e quella che oggi cucino e domani è un altro giorno. E poi ci sono le ricette che tengo da parte, le madeleine che non  mi piace tanto depennare, che dai, aspetta ancora qualche altro giorno a evidenziarle definitivamente sull’Indice. Un macrocapitolo all’interno del Talismano della felicità che fa rima con baccalà. Ma a questo serve depennare: alleggerire i sospesi, digerire e fare spazio alla ricerca della felicità. Dopo la Zuppa di baccalà alla marsigliese et voilà, ecco servita la Zuppa all’italiana di baccalà.
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3 Mar 2017

Sara-non-ti-lasciare-in-fondo-le-cose-difficili-da-fare-che-poi-è-peggio

Ed eccolo lì che spunta fuori: il baccalà. Per cucinare, assaggiare e digerire tutte le ricette del Talismano della felicità devo affrontare anche lui sotto tutte le spoglie con cui si presenta: merluzzo, baccalà, stoccafisso sempre quello è.
Come gran parte dell’umanità tendo a tralasciare ciò che non mi piace fare dicendomi che poi lo farò, in un poi che si colloca in uno spazio temporale così indeterminato da comprendere la rimozione.
Sara-non-ti-lasciare-in-fondo-le-cose-difficili-da-fare-che-poi-è-peggio mi ripetevano fino alla nausea da bambina. Che palle, e che palla: basta cambi la difficoltà! Tralasciando il fatto che non ho mai capito a fondo il perché, metti ci sia un fondo di verità mi sono detta, motivo per cui ho cercato di non lasciare in fondo le ricette del Talismano indigeribili o disgustose o difficilissime da cucinare, ricordando il monito Sara-non-ti-lasciare-in-fondo-le-cose-difficili-da-fare-che-poi-è-peggio. In teoria ero addirittura riuscita a custodire dei bocconi di facile e pratica felicità tipo il baccalà, che in teoria è uno di quei sapori che mi piace sempre. Poi però cara Ada come già ti scrissi, siccome la vita talvolta è davvero in salita e la felicità si fa desiderare quanto un cucchiaio di caviale nella russia bolscevica, il baccalà ha assunto in questi anni il sapore di tutto ciò che mi manca e mi fa lacrimare più delle cipolle. E io detesto lacrimare, ma il baccalà è lì che aspetta per cui via, per il mercoledì delle ceneri il Baccalà in gratella all’Arlecchino è la combinazione perfetta, largo alle lacrime. D’ora in poi lascerò in fondo con meno remore le cose difficili da fare che non è detto che poi non sia peggio altro, ma P, ovunque tu sia, sappilo: il tuo baccalà sarà sempre imbattibile come qualsiasi madeleine di Proust che si rispetti.
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