Agosto, 2020

29 Ago 2020

Felicità, aspettative e ricerca

“A livello biologico, sia le aspettative sia la felicità sono determinate più dalla nostra biochimica che dalla nostra situazione economica, sociale o politica. Secondo Epicuro, siamo felici quando percepiamo sensazioni piacevoli e quando non percepiamo quelle spiacevoli. Similmente Jeremy Bentham ha stabilito che la natura ha dato il dominio sull’uomo a due padroni – il piacere e il dolore – e soltanto loro determinano ogni cosa che facciamo, diciamo e pensiamo. Il successore di Bentham, John Stuart Mill, ha spiegato che la felicità non è nient’altro che piacere e libertà dal dolore, e che al di là del piacere e del dolore non esiste alcun bene o male. Chiunque cerchi di dedurre il bene o il male da qualcos’altro (come la parola di Dio o l’interesse nazionale) vi sta ingannando, e forse si inganna lui per primo.” – Yuval Noah Harari, Homo deus

Yuval Noah Harari – non sorride

Chissà se Epicuro, Bentham, Mill o Harari avessero conosciuto o scoprissero Ada Boni, se sapessero che per provare piacere e arginare quella sensazione di infelicità all’interno del nostro corpo un modo c’è: cucinare, assaggiare e condividere un piatto del Talismano della felicità.

Epicuro – non sorride

Chissà se avrebbero posto o porrebbero una clausola alle loro osservazioni, una nota a piè di pagina: Dio non vale, ma se siete in difficoltà, se le sensazioni corporee spiacevoli vi pervadono fermatevi un secondo, scegliete una ricetta del Talismano della felicità e cucinatela. Vedrete che il palato gioisce, piacevolissime sensazioni pervadono l’intestino e la felicità è servita.

Jeremy Bentham – non sorride

L’uomo sereno procura serenità a sè e agli altri, io la cucino.
Prendete il rombo di oggi ad esempio, il fuoco, la griglia, i tempi giusti cottura, W che ormai è un esperto del pesce alla brace e anche se non ha mai cucinato un rombo in vita sua lo cuoce alla perfezione, la pelle che si solleva proprio come dovrebbe, la lisca che si sfila a puntino e i succosi e sodi bocconi di carne senza spine. Mi soddisfa e mi rende felice.

John Stuart Mill – non sorride

Epidemie, carestie, guerre… in questi ultimi anni sembra che il mio piccolo orticello non abbia voluto farsi mancare nulla, ma quando una ricetta del Talismano della felicità è nel piatto non c’è disgrazia che tenga e la ricerca della felicità continua grazie alla preparazione e all’assaggio delle prossime: c’è sempre un piatto per ogni situazione.

Ada Boni – sorride

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24 Ago 2020

Quando si vuole ciò che si fa la felicità è servita

Come ormai da tradizione, sotto la caldazza dei tropici con un’umidità che sembra di stare bordo piscina e le zanzare che fan compagnia, C e M arrivano il venerdì sera per trascorrere un allegro fine settimana a carponi sulle ginocchia per raccogliere nocciole nel noccioleto.
L’annata sembra buona, le nocciorjne sembrano tante, la terra al solito è bassa e C con le sue nuovissime ginocchiere da piastrellista è attrezzatissima.
I gradi percepiti sono così elevati che i pensieri spesso evaporano, talvolta si tostano, qualche volta friggono e ogni tanto si bruciano, ma C e M, consapevoli del rischio scioglimento calotta cranica cui vanno incontro, ogni anno ci raggiungono.

C e M, W ed io: le famiglie che amo, le amiche in carne ed ossa. Se ha ragione Tolstoj e il segreto della felicità è voler sempre ciò che si fa, a fine giornata non vedo l’ora di cucinare per tutti una ricetta di Ada da abbinare a Malauva, uno dei bianchi naturali che producono E e G.

www.malauva.it

E è la sorella di C.
C e M, W ed io, E e G, le famiglie che amo, le amiche in carne ed ossa, le storie che mi fanno sorridere, i brindisi e i sapori che allettano il palato: Lev ha ragione, quando si vuole ciò che si fa la felicità è servita. Cin cin!

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19 Ago 2020

Eccheppalle, però

“Ada eccheppalle però… ”
“Sara non usare parole poco a modo e approfitta del fatto che hai ancora da tempo immemore una cinquantina di ricette del Talismano da preparare. Oggi mi sembra la giusta occasione per sminuzzare, impastare, affettare, assemblare, ungere, cucinare, apparecchiare, assaporare, digerire.”
“Sì Ada, hai ragione come sempre. Come ti trovi con la mia nuova amica immaginaria, Rita? Non so quanto si fermerà con noi, era un’amica di mia nonna e ho pensato poteste trovarvi bene, sgranare qualche rosario assieme…”
“Anche Rita dice: vai a cucinare. E poi Sara se permetti Rita ed io ci conoscevamo da tempo.”
“Che sciocca che sono Ada, come ho fatto a non pensarci. Però eccheppalee resta.”

Amica immaginaria 2

Sfoglio il Talismano e mi imbatto in una ricetta con l’agnello ancora da preparare.
Sia Rita sia Ada annuiscono. “Ottima scelta – dicono all’unisono – Quale giorno migliore di questo, in cui antiche schermaglie sembrano rimaterializzarsi all’orizzonte, per preparare un pacificatore agnello?”
Io nel mentre penso eccheppalle, però per fortuna c’è chi ha sempre la soluzione a portata di pentola, che in alcune occasioni altrimenti non avrei saputo e ancora oggi non saprei come fare, se non pensare eccheppalle però. E invece penso eccheppalle, però… Sarà per questo che continuo ad aver bisogno di lei: Winnicott l’ho studiato e mi tengo ben stretta la mia Ada transizionale e gli altri li lascio a Tantalo.

Amica immaginaria 1

Mentre cucino l’agnello inizio un’accalorata discussione con Tolstoj.
” Ah caro Lev, continuo a riflettere sull’incipit di Anna Karenina e anche a distanza di anni non riesco ad essere d’accordo con te. Sono tutte le famiglie infelici che si somigliano, che si azzuffano per le solite beghe, che si fanno sgarbi e scaramucce, che litigano su soldi e proprietà. Nelle famigli felici c’è creatività, amore, cambiamento, ci si viene incontro, ci si scusa quando è necessario e si fa festa e si brinda.”
“Cosa vuoi che ti dica Sara… Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa. Orsù, se vuoi digerire prosegui nel cucinare una ricetta del Talismano della felicità“.
“Sì Lev, eccheppallee però.”
“Tutto è doloroso se ci pensa, usa un linguaggio appropriato come consiglia la cara Ada e cucina.”

Amico immaginario 3

E fu così che le mie amiche e i miei amici immaginari, al grido di eccheppalle, però mi spinsero a cucinare un’altra ricetta del Talismano e a decurtare una nuova ricetta dall’infinito Indice alla ricerca della felicità.

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10 Ago 2020

Il mare in campagna

Di certo lo avrò già mangiato in una zuppa confuso tra altri pesci col sapore amalgamato in un tutt’uno nel brodetto, probabilmente mi sarà capitato da bambina di vederlo tra le maglie delle reti, chissà quante volte l’avrò visto fra i ghiacci del banco del pesce e anche se sono certa di non averlo mai visto tra i noccioli di lui non ho memoria.

Molo, melù, ocialone, putasseu, putassone, putassù, tennchia, pesc sben, lozza, lupara, lope, mirruzzu sapunaru, struzzu, mirruzzu, sadda o ficamaschia e c’è chi ti chiama stocco o stoccafisso perché fai parte della grande famiglia dei naselli, caro il mio Micromesistius poutassou.
Corpo snello e affusolato, grigio piombo sul dorso, più chiaro sui fianchi e dall’argento al bianco latte sul ventre, occhioni grandi e tondi tondi, squamette semi inesistenti e dentini sottili e piccolissimi… non sei esattamente un bel pesce, ma hai un sapore delicato.
Assomigli un po’ a quei giorni in cui nulla va storto, ma accade nulla di memorabile.
Mi ha fatto piacere conoscerti: da oggi so chi sei, ci rivediamo presto.

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3 Ago 2020

διχο-

P era un grande tifoso del Genoa, con tutte le gioie e i dolori che ciò gli comportò.
Per qualche anno facemmo l’abbonamento a Marassi.
Ogni volta per lui le partite erano una miscellanea di sofferenze a fasi alterne, centinaia di MS e svariati rischi infarto.
Per me era andare con lui allo stadio vestita di rosso e blu, capirci poco di quegli omini che rincorrono la palla e ascoltare i belìn e le chiacchiere pre partita dei tifosi sugli spalti, gente che tutto sa e tutto si ricorda.
E montagne di frisceu e fugassa, che altrimenti non è Genova.

P aveva anche una passione per gli acquari e quando riuscivamo a partire per tempo facevamo un salto lì a vedere i pesci danzare.
Io ho sempre avuto un debole per la vasca tattile delle razze, dove mettendo la mano in acqua le puoi accarezzare.
Ironia della sorte la vasca era un dono della Samp, l’avversario per eccellenza.

Genoa e Samp, tifare una squadra che ti fa soffrire, continuare a mangiare pesce che non vedi l’ora di vedere vivo e vegeto in mare aperto, ricordare con immenso amore una persona che negli ultimi anni della sua vita ti ha fatto penare come non avresti mai pensato: la vita è una scatola di dicotomie, non sai mai a quante ramificazioni darà origine.

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