Caro Melù

ti scrivo

29 Set 2020

Ed ecco che ci rincontriamo caro Melù, piccolo pesce che nonostante abbia caratteristiche non memorabili si fa voler bene.

A scrivere il vero quando ho assaggiato questo piatto mi ero detta che non eri il pesce adatto a questa ricetta: delicato e al contempo saporito, non dico di no, ma ti eri trasformato in un gustoso sugo per la pasta che ho dovuto ricomporre, non in un filetto presentabile e impiattabile.
Troppo mollo caro Melù, nomen est omen.

E poi prima di scrivere ho riletto la ricetta e capito di aver sbagliato a leggerla, ergo a cucinarla.

Scusa Melù se ho pensato per un attimo che con quel nome lì fossi un po’ un molle e malinconico, quando invece hai la tua delicata personalità e basta saperti prendere, e comunque nonostante il mio errore te la sei cavata egregiamente.
Ci rivediamo presto.

Dalla ricetta di oggi imparo che:

– Ada non sbaglia mai. Questo in realtà già lo sapevo, ma ho avuto l’ennesima prova schiacciante.
– Tranne che per Ada che fa Boni di cognome come tutti i suoi piatti, non è sempre detto che il nome coincida con il destino, sempre meglio controllare bene.
– Prima di esser sicuri di avere un’opinione certa è sempre meglio rileggere perché l’unica che non sbaglia mai è Ada.

Per 2 persone

Melù in filetti

Melù di 100 g l’uno 6
succo di limone
sale
sedano
cipolla
farina 2 cucchiai
pane grattugiato
olio qualche cucchiaio
burro 1 bella noce mallo compreso 🙂
conserva di pomodoro 1 cucchiaio abbondante
prezzemolo tritato 1 cucchiaio
capperi tritati 1 cucchiaio

Morale di Melù in filetti: a pulirsi è più difficile a scriversi che a farsi, le lische sono comode per preparare il brodo, è un pesce adatto ad una zuppa di pesce, ma Melù detto molo detto mollo resta molle, per l’appunto. In frittura si spappola, servito come piatto unico è un azzardo di grasso e bruttura, ma leggermente rivisitato può essere un economico e ottimo sugo per la pasta…
Questo pensavo subito dopo aver assaggiato il piatto. E invece sbagliavo!
Dopo aver sfilettato Melù l’ho sì immerso nella pastellina leggera di acqua e farina, e passato nel pangrattato, ma l’ho fritto in olio abbondante, quando invece Ada scriveva: “quando avrete impanato tutti i filetti, versate POCHE cucchiate d’olio in una teglia, fate scaldare e poi accomodateci i filetti.” POCHE cucchiaiate.
Melù ha comunque un sapore delizioso, la salsina è molto appetitosa, i fagiolini sono dell’orto e grazie a questo sbaglio mi ricorderò ancor meglio del Melù e della sua delicata personalità.

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