Cene, arretrati e altre amenità

Frangelico

20 Mag 2019

Mancano pochi giorni al mio quarantesimo compleanno e all’ottavo genetliaco di pentolapvessione e come sempre gli arretrati si accumulano, le ricette si moltiplicano, i brindisi tintinnano, gli stomachi si farciscono e Ada borbotta in cucina che non cucino abbastanza. Tutto cambia per non cambiare mai.
Venerdì 29 marzo ricordo che eravamo in 8: L e S, M, L e A, C, W ed io, e a vegliare su di noi, sulla nostra incolumità e sulle opinioni contrastanti lui, Frangelico, il frate più buono che ci sia.

il frate più buono che ci sia

Frangelico è un liquore piemontese alle nocciole che in Piemonte nessuno conosce, ma va assai forte un po’ ovunque nel mondo dal Sud America all’Australia.
Frangelico è un piacione.
Frangelico causa dipendenza nella casalinga quanto il porto o il marsala o il vin santo o il rosolio.
Frangelico è la tentazione fatta a bottiglia.

Per 8 persone

Schienali fritti con la pastella

Schienali 400 g
farina
formaggio grattato
uova
olio
sale

Schienali in frittura nell’olio bollente

Schienali
farina
uovo
olio

Morale degli Schienali fritti con la pastella e degli Schienali in frittura nell’olio bollente: la scoperta degli schienali mi entusiasma. Gli schienali o filoni sono il midollo spinale. Probabilmente mi era già capitato di assaggiarli in qualche fritto misto, ma non ricordo.
Come tutte le frattaglie anche gli schienali sono ostici da maneggiare, il risultato finale però è squisito. Hanno una consistenza simile alla cervella, ma più soffice e spumosa. Gli schienali: li temevo e invece ne vado ghiotta.

Sogliole in filetti primaverili

Filetti di sogliola 8
carciofi 8
vino bianco ½ bicchiere scarso
brodo di pesce
farina 1 cucchiaio
latte mezzo bicchiere scarso
tuorlo 1
parmigiano grattato 1 cucchiaio
burro
sale

Morale delle Sogliole in filetti primaverili: credo che la connotazione primaverile sia data dalla presenza dei carciofi. Circa il fatto che il pesce possa essere un cibo leggero Ada oppone una strenue resistenza combattuta a colpi di ricette.

Empanadas a la creola

Filetto di bue a fette spesse 500 g
burro 300 g
cipolla
farina 270 g
brodo ½ bicchiere
olive 1 pugno
uva málaga secca 1 cucchiaio
uova 3
pepe
sale

Morale delle Empanadas a la creola: davvero squisite, così squisite che ve le scrivo.
Cuocete le bistecche al burro a fuoco forte – Ada usa filetto, io uso il sottofiletto – e poi ritagliatele in grossi dadi che metterete da parte in una scodella.
In una casseruola fate imbiondire la cipolla tritata con una grossa noce di burro, aggiungete ½ cucchiaiata di farina, bagnate con un bicchiere di brodo e fate rapprendere mescolando. Quando l’intingolo sarà denso condite con sale, pepe, un pugno di olive denocciolate, una cucchiaiata di uva malaga – io la lascio a disseccare in un bicchierino di rum – un paio di uova sode ritagliate a dadi e la dadolata di carne con tutto l’intingolo che ha ricavato, fate dare un bollo in modo che tutto si amalgami poi travasate in un piatto e lasciate freddare
Con 250 g di burro e 250 g di farina preparate la pasta sfoglia, stendetela all’altezza di ½ cm e ritagliate 8 dischi di 16 cm di diametro circa.
Disponete nel mezzo del cerchio il ripieno preparato lasciando libero il bordo, inumidite il bordo con l’uovo sbattuto, ripiegate ogni disco su se stesso, pigiate per chiudere bene il composto all’interno, doratele con l’uovo sbattuto e infornatele “a buon calore tenendole in forno il tempo necessario perché la pasta si rigonfi ed acquisti un bel colore d’oro”.

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