C’era una volta…

12 Ott 2020

C’era una volta un pescatore che mentre era a pesca con la sua barca venne travolto da una tempesta e annegò.
La moglie e i figli affranti finirono in miseria, così un giorno lei mandò i figlioli in porto ad elemosinare cibo ai pescatori e chi una cicala, chi uno scorfano, chi un calamaro ogni pescatore regalò agli orfani un pescetto. Tutti pezzi poco pregiati, ma una enorme varietà.
Tornati a casa, la madre preparò una zuppa alla quale aggiunse del pane raffermo abbrustolito, che i figli da sfamare erano tanti e buttare via il pane era peccato.
Il profumo della zuppa era squisito e invase tutti i fossi, i vicini inebriati chiesero la ricetta e così nacque il Cacciucco livornese, con cinque C e almeno tredici tipi di pesce.

Mi è sempre piaciuta la leggenda del Cacciucco con quel suo retrogusto tragico di povertà e generosità combinati alla maestria ai fornelli e al non demordere. Per mangiare e assaporare il Cacciucco ti devi sporcare le mani, ciucciare le teste dei gamberi, sputazzare qualche lisca e inzaccherarti almeno un po’ con il sugo.
Che poi è un po’ quel che succede quando vivi.

Per 2 Persone

Cacciucco raffinato

Naselluccio 1
merluzzo 1 bel tocco
scorfano 1
sgombro 1
triglia 1
calamaretti 4
gamberi 6
scampi 6
pomodoro 500 g
fette di pane raffermo 4
carota
cipolla
sedano
alloro 1 foglia
aglio 1 spicchio
peperoncino
vino rosso 1 bicchiere
acqua 0,250 l
fette di pane abbrustolito

Morale del Cacciucco raffinato: di raffinato rispetto al Cacciucco livornese grezzone ha l’aggiunta di un bicchiere di vino rosso. Purtroppo non ci sono le tredici varietà di pesce che tradizione vorrebbe, ma ho fatto del mio meglio e ci accontentiamo di assaporare dalla campagna il mare e la vita cucchiaio dopo cucchiaio.

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