Eccheppalle, però

Benvenuti in una giornata tipo con i miei amici immaginari

19 Ago 2020

“Ada eccheppalle però… ”
“Sara non usare parole poco a modo e approfitta del fatto che hai ancora da tempo immemore una cinquantina di ricette del Talismano da preparare. Oggi mi sembra la giusta occasione per sminuzzare, impastare, affettare, assemblare, ungere, cucinare, apparecchiare, assaporare, digerire.”
“Sì Ada, hai ragione come sempre. Come ti trovi con la mia nuova amica immaginaria, Rita? Non so quanto si fermerà con noi, era un’amica di mia nonna e ho pensato poteste trovarvi bene, sgranare qualche rosario assieme…”
“Anche Rita dice: vai a cucinare. E poi Sara se permetti Rita ed io ci conoscevamo da tempo.”
“Che sciocca che sono Ada, come ho fatto a non pensarci. Però eccheppalee resta.”

Amica immaginaria 2

Sfoglio il Talismano e mi imbatto in una ricetta con l’agnello ancora da preparare.
Sia Rita sia Ada annuiscono. “Ottima scelta – dicono all’unisono – Quale giorno migliore di questo, in cui antiche schermaglie sembrano rimaterializzarsi all’orizzonte, per preparare un pacificatore agnello?”
Io nel mentre penso eccheppalle, però per fortuna c’è chi ha sempre la soluzione a portata di pentola, che in alcune occasioni altrimenti non avrei saputo e ancora oggi non saprei come fare, se non pensare eccheppalle però. E invece penso eccheppalle, però… Sarà per questo che continuo ad aver bisogno di lei: Winnicott l’ho studiato e mi tengo ben stretta la mia Ada transizionale e gli altri li lascio a Tantalo.

Amica immaginaria 1

Mentre cucino l’agnello inizio un’accalorata discussione con Tolstoj.
” Ah caro Lev, continuo a riflettere sull’incipit di Anna Karenina e anche a distanza di anni non riesco ad essere d’accordo con te. Sono tutte le famiglie infelici che si somigliano, che si azzuffano per le solite beghe, che si fanno sgarbi e scaramucce, che litigano su soldi e proprietà. Nelle famigli felici c’è creatività, amore, cambiamento, ci si viene incontro, ci si scusa quando è necessario e si fa festa e si brinda.”
“Cosa vuoi che ti dica Sara… Il segreto della felicità non è di far sempre ciò che si vuole, ma di voler sempre ciò che si fa. Orsù, se vuoi digerire prosegui nel cucinare una ricetta del Talismano della felicità“.
“Sì Lev, eccheppallee però.”
“Tutto è doloroso se ci pensa, usa un linguaggio appropriato come consiglia la cara Ada e cucina.”

Amico immaginario 3

E fu così che le mie amiche e i miei amici immaginari, al grido di eccheppalle, però mi spinsero a cucinare un’altra ricetta del Talismano e a decurtare una nuova ricetta dall’infinito Indice alla ricerca della felicità.

Per 2 persone

Coscetto di castrato in casseruola

Coscetto di castrato
cipolla
carota
sedano 1 costola
prezzemolo 1 ciuffo
basilico qualche foglia
vino rosso 1 bicchiere
olio
pepe
sale

Morale del Coscetto di castrato in casseruola: buono, saporito e facilissimo da fare. Lacrimo nell’affettar la cipolla, faccio un bel trito, lo metto in pentola, ci adagio il cosciotto ben oleato, ci verso su un bicchiere di Barbera, metto il coperchio e accendo il fuoco basso. Nel mentre il numero di volte che penso esclusivamente eccheppalle però diminuisce leggermente. Quando il vino asciuga lo condisco con sale e pepe, faccio rosolare per qualche minuto e mi soffermo sul buon profumo, aggiungo un mestolo di acqua calda, copro e lascio cuocere a fuoco bassissimo per un’ora abbondante. L’insalata era dell’orto e eccheppalle, però la felicità è servita.

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