Famiglia, amici, cibo ed endorfine

venerdì 15 marzo

2 Mag 2019

Uno studio condotto dalla Oxford Economics ha dimostrato che condividere un pasto con gli amici o con la propria famiglia stimola la produzione di endorfine nel cervello con conseguenti effetti positivi sul sistema nervoso.

Famiglia, amici, cibo, endorfine. Sono molto felice che lo dimostri anche uno studio, ma io e Ada a pancia lo avevamo già intuito da tempo e infatti eccoci qui.
Questa sera siamo in 7: C, GD, S, G e A, W ed io. C è un’amica ritrovata, GD è un amico di C e un nuovo amico mio, S è un amico di Milano, G è la vicina del piano di sotto che si sta per trasferire che è già venuta una vita fa e oggi sale con A che è il sosia di Gesù, W è la mia famiglia.
Piano piano i piatti arrivano in tavola, le chiacchiere si moltiplicano, le sorprese non mancano, le risate non tardano a manifestarsi, le endorfine si sprigionano dal cervello invadendo tutta la stanza e giuro vostro onore che i brindisi ora dopo ora sono sempre più felici e divertiti. Ha sempre qualcosa di magico vedere stomachi che fino a pochi momenti prima non si conoscevano mangiare e ridere all’unisono.
Ormai è impossibile proporre un menù tradizionale e le portate si susseguono a caso, dalle animelle al piccione che non è un piccione passando dal castrato in forno e dall’arrosto allo spiede, ma questo forse ci diverte ancora di più. Soprattutto il piccione.
Famiglia, amici, cibo ed endorfine: ecco servito il segreto della felicità.

Per 7 persone

Animelle fritte dorate

“Immergete le animelle per un po’ di tempo in acqua tiepida per farle ben dissanguare.
mettete quindi in una casseruola, ricopritele d’acqua e portatele all’ebollizione. Rinfrescatele in acqua fredda, asciugatele, togliete loro qualche pellicola e, se fossero molto grandi, ritagliatele in due pezzi.
Infarinatele, passatele nell’uovo sbattuto e friggetele di bel colore biondo chiaro.”

Animelle in frittura piccata

“Dopo la lessatura preliminare, tagliate le animelle in fette, passatele nella farina e mettele in una piccola teglia con una noce di burro. Portate la teglia sul fuoco e fate insaporire per qualche minuto. Rifinite le animelle con prezzemolo trito e con succo di limone.”

Morale delle Animelle fritte dorate e delle Animelle in frittura piccata: grazie Ada di avermi fatto scoprire le animelle!

Coscetto di castrato al forno

Coscetto di castrato 1,5 kg
cipolle 500 g
patate 500 g
pomodoro fresco 100 g
aglio 1 spicchioo
prezzemolo
olio
pepe
sale

Morale del Coscetto di castrato al forno: succulento è scriver poco.

Arrosto allo spiede uso caccia

Fettine di manzo 500 g
fettine di prosciutto
salvia
pepe
fette di pane
fettine di lardo
burro sale

Morale dell’Arrosto allo spiede uso caccia: perché non avevo ancora preparato questa ricetta? Perché non possedendo un girarrosto un passaggio mi intimoriva: “Il sistema più semplice per chi non possiede un girarrosto è quello di disporre delle palettate di carbone bene acceso in fondo al camino, al di là dei fornelli. Il carbone va disposto sopra un piccolo strato di cenere e diviso in due linee parallele con un piccolo spazio in mezzo, affinché il grasso scolando non produca soverchio fumo. Lo spiede va messo sopra due ferri da stiro posati verticalmente, e girato di quando in quando con la mano.” Carbone, cenere, fumo… ogni volta che leggevo questo passo mi immaginavo i pompieri in casa, e poi manco ce l’ho il ferro da stiro, figuriamoci due, per cui non ho mai proseguito la lettura di questa folcloristica ricetta, ma oggi ho ascoltato i consigli di Ada.
“Eddai Sara, arriva alla fine della ricetta, su, non fare la pelandrona” e che ve lo scrivo a fare: Ada aveva come sempre ragione.
“Questo – quello col ferro e la cenere e il fumo – è il sistema di cottura migliore, ma un buon risultato si otterrà ugualmente infilzando i salsicciotti in piccoli spiedi, ungendoli e cuocendoli, poi, in forno vivace.”
Niente pompieri, li inforno ed è fatta!

Piccione in pasticcio

Piccione
farina 125 g
burro 60 g
funghi secchi travestiti da pomodori secchi e special mix 50 g
olio qualche cucchiaio
patate 4
cipolla 1
lardo 50 g
vino bianco ¼ di bicchiere
pepe
sale

Morale del Piccione in pasticcio: è più facile trovare un centone per strada che un piccione a Torino, motivo per cui quando il mio socio M mi disse che aveva un piccione per me direttamente dalla scuola del grande maestro GM le endocrine sono andate a mille. Quel piccione di M però invece del piccione mi aveva tenuto da parte un galleto, ma ormai la ricetta era decisa per cui ecco servito un galletto travestito da piccione in pasticcio. Per la gioia di C che vuole una vita spericolata, ma i piccioni proprio non li può vedere.

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