La gallina che è in me

Ovvero la vita che non sempre so come prenderla e allora cucino

21 Ott 2020

Ci sono svariate ragioni per cui non avevo ancora cucinato questo piatto.
La principale è che diversamente dalle altre duemilamila è imprecisa, nella lista degli ingredienti mancano gli odori per il brodo e nei passaggi di cottura non è riportata la bollitura della gallina.
Sottigliezze, penserete voi, ma Ada non è d’accordo ed è a lei che questa ricetta non piace: ogni volta che la leggo sbuffa, “Non l’ho riletta bene” la sento borbottare.

Da parte mia non ho mai insistito perché l’idea che lo sterno della gallina si trasformi in una “scatola senza coperchio” mi ricorda i Flintstone. Un conto è una gallina ripiena, un conto è una gallina che funge da piatto da portata: ha un che di preistorico.
Da ultimo trovare una gallina buona non è poi così semplice.
Ma ora, Ada, mancano solo più poche decine di ricette, i Flintstone mi piacciono, la gallina buona è in freezer e vedremo a cena con tutte le debite accortezze una coppia di nuovi amici: è giunto il suo momento.
Che Gallina del ghiottone sia!

La morale della ricetta è che in questi giorni non azzecco una data, la cena è programmata per la prossima settimana, fortuna che la Gallina del ghiottone è ottima perché la mangiamo per due sere e la terza insalata di gallina e in freezer litri e litri di brodo squisito che riscalderà l’inverno.
La felicità per la durata di un elevato numero di bocconi è a portata di coltello, forchetta e cucchiaio: la ghiottona che è in me è appagata e la gallina che sono esulta.

Per quante persone decidete voi

Gallina del ghiottone

Gallina 1,5 kg
mezzi ziti 150 g
farina 1 cucchiaio colmo
latte 1½ bicchiere
parmigiano grattugiato 2 cucchiai
burro 50 g abbondanti
(+ carota, sedano, cipolla, chiodi di garofano, pepe in grani, alloro per brodo)

“Questa ricetta offre un ottimo brodo e una buona pietanza.
Preparate una salsa besciamella piuttosto sciolta, col burro, la farina, il latte, sale e un nonnulla di noce moscata.
Fatta la salsa, spezzate in pezzi corti i mezzi ziti e cuoceteli in acqua salata, tenendoli piuttosto fermi di cottura, e conditeli con la metà della salsa preparata e una cucchiaiata di parmigiano.
Estraete la gallina dalla pentola e con garbo, senza sciuparla, servendovi di un coltellino molto tagliente, staccate la carne dal petto, facendo un’incisione lungo tutto lo sterno e due incisioni laterali dell’ala fin quasi all’attaccatura della coscia.
Avrete ottenuto così due grandi filetti che metterete da parte.
Con un paio di grosse forbici da cucina tagliate tutto ciò che sopravanza delle ossa del petto, ottenendo così dalla gallina una specie di scatola senza coperchio.
In questa scatola metterete i maccheroni alla crema, pigiando bene affinché non rimangano vuoti e rialzandoli in mezzo a cupola, così da simulare il petto mancante della gallina.
Lisciate i maccheroni con la lama di un coltello, e poi su questi rimettete a posto i due pezzi del petto tenuti in disparte, in modo da dare alla gallina la forma primitiva.
Riscaldate la salsa avanzata, aggiungeteci una cucchiaiata di parmigiano, e con essa innaffiate abbondantemente il petto e il resto della gallina, che avrete messo intanto in una teglia imburrata.
Passate la gallina così preparata in forno vivace e, quando dopo pochi minuti, la salsa si sarà leggermente gratinata, accomodatela su un piatto e fatela portare subito in tavola.”

Morale della Gallina del ghiottone: come potete vedere dalla foto la presentazione è abbastanza estrema, un po’ come la vita quando non sai da che parte prenderla e io allora in questi casi cucino.

 

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