Peppïare con grazia

Sembra facile ma non lo è

31 Gen 2020

Questa sera siamo in 3: S, S e S.
S e S sono amiche, io conosco S da una vita e negli anni ci siamo perse di vista e ritrovate, mentre S – che si chiama proprio come S – la conosco da fb: tanti amici in comune tra cui S – che si chiama proprio come S -, frequenti commenti simili, simile senso dell’umorismo e molte risate.
È da un po’ che cerchiamo di combinare una cena e finalmente il gran giorno è arrivato.


Come accade nelle serate ben riuscite le chiacchiere si stratificano, le bottiglie si stappano, le confidenze si infittiscono, le sigarette si accendono, le risate si moltiplicano e c’è addirittura chi ha un dente magico!
“Ma dai? Lo conosci anche tu? Pensa che io una volta…”
“Ahahahahahaha”
“blablabla”
“noooooo”
“Anche tu!”
“cin cin!”
Vige il segreto professionale per cui ovviamente non posso raccontarvi di chi o cosa noi si sia parlato, ma dio quanto mi piace il rumore delle calde chiacchierate tra donne, mi ricorda il peppïare del ragù: un sobbollire calmo e ritmato, prolungato, mai agitato e violento capace di regalare bolle di saporita e profumata felicità, soprattutto in serate come questa.
Che meraviglia avere un pretesto per vedersi, incontrarsi, conoscersi, ragionare assieme e spettegolare come se non ci fosse un domani che invece c’è, a rendere la serata ancora più indimenticabile!

Per 3 persone

Petto ripieno al forno

Petto di vitello 1 kg
mollica di pane 100 g
cipolle 3
burro
parmigiano grattugiato 5 cucchiai
prosciutto 50 g
prezzemolo 1 ciuffo
tuorli 2
vino bianco 2 bicchieri
olio 4 cucchiai
noce moscata
pepe
sale

Morale del Petto ripieno al forno: “allargate il petto di vitello sul tavolo e con la punta di un coltellino privatelo delle ossa. Poi con lo spianacarne bagnato spianatelo in un rettangolo, ripiegate questo rettangolo in due e cucitelo ai due lati in modo da ottenere come una tasca. Mettete in una padella una noce di burro e in essa fate rosolare le cipolle finemente tritate, bagnandole a più riprese. Quando saranno color d’oro e quasi in poltiglia, mettetele in una terrinetta e lasciate freddare. Uniteci poi la mollica di pane inzuppata in acqua tiepida e poi strizzata, il parmigiano, il prosciutto sminuzzato e il prezzemolo tritato. Amalgamate a tutto i rossi d’uovo e condite con sale, pepe e noce moscata.
Con il composto preparato riempite la tasca di carne e cucite l’apertura; legate la carne con una passata di spago per mantenerla in forma e infine adagiatela in una casseruola con una noce di burro e con l’olio.
Coprite il recipiente e ponetelo al forno, lasciandolo cuocere adagio adagio per circa due ore, spruzzando più volte la carne con vino bianco. Poi togliete il petto di vitello dal forno, liberatelo dallo spago, accomodatelo nel piatto di servizio e inviatelo a tavola.”
Ovvero come far diventare ricca una ricetta povera. Grazie Ada.

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