Pullecenella nun more maje!

3 Giu 2015

indiceSquaz L’EREDITÀ pp. 180, € 21, GRRRz Comic Art Book, Genova 2014

L’Eredità di Pasquale Todisco è un fumetto-ricettario, in un certo senso sfuggente, che riconcilia lutto e gastronomia. Tutto inizia con la telefonata che avverte il protagonista, Pallino, che sua madre è in fin di vita, ma dopo poche pagine, un volo aereo lungo un migliaio di  chilometri che lo riporta a casa e un manifesto funebre che omaggia tutti i celebri protagonisti della commedia dell’arte napoletana, la realtà cambia percorso, le maschere lasciano spazio all’onirico e l’eredità, nella migliore tradizione partenopea, prende la forma del  ricettario di famiglia: dall’antipasto al digestivo, dalle anguille a scapece agli zelten. Con la fisionomia nascosta dalla maschera di Pulcinella, madre e figlio si ritrovano nella di lei camera da letto, l’una comodamente sdraiata nel letto matrimoniale e l’altro appollaiato sulla sedia, circondati da pillole di varia provenienza, rosari che si annodano da soli e sveglie, portagioie, telefoni e madonnine di Lourdes che  vociferano tra loro quando nessuno li sente.

eredità

In questa stanza fuori dal tempo, dove il letto matrimoniale rappresenta il ring attorno e dentro il quale i due protagonisti si affrontano, madre e figlio interagiscono e si scambiano ruoli, frecciate, consigli e ricette senza quasi capirsi mai. La lotta però lascia il campo alla farsa e la tragedia edipica si risolve in commedia dell’arte: in un clima magico folcloristico dove la mistica Natuzza fa sentire alla madre la sua vicinanza dall’aldilà, Pallino è ben lungi dall’essere un eroe carismatico e il padre, figura di beckettiana memoria, invece di venire drammaticamente ucciso è semplicemente assente. “Quell’uomo non ha il senso del tempo”, dice di lui la moglie. Sempre in giro a fare commissioni delle quali puntualmente si dimentica, non viene mai raffigurato, ma solo citato nei discorsi e atteso quanto Godot.

A completare in nucleo familiare, con indosso malinconiche maschere da simil Pierrot, la figlia-sorella di Pallino e i suoi due figli. E l’aroma di caffè. “Vulite ’na tazza ’e cafè? È macinato fresco”. L’appartamento è così intriso di tradizione e aroma di caffè che anche gli incubi di Pallino ne sono invasi, tanto che in uno di essi è addirittura Eduardo de Filippo a offrirgliene una tazza, e “jamm’, ja’! Nun facite  cerimonie”. Natuzza e Eduardo sono gli unici personaggi a essere raffigurati senza maschera, forse perché i loro volti sono l’incarnazione di
quella napoletanità che Squaz in questo fumetto vuole omaggiare.

Oltre al caffè, a fare da collante tra tutti i membri della famiglia ci pensano il cibo e le ricette, che della famiglia incarnano le radici, la memoria e al contempo il futuro. Come afferma l’epigrafe di Aldous Huxley: “Anche il miglior libro di cucina non sostituirà mai un pranzo”, a leggere le ricette dai forti sapori mediterranei descritte nel libro viene voglia di sedersi a tavola e assaporarle tutte, dalla prima all’ultima. Sette antipasti, tredici primi, tredici secondi, nove dolci e cinque amari per un totale di quarantasette ricette. Che nella smorfia altri non è che il morto che parla e le ricette di Maria De Michele, madre dell’autore, sono così appetitose e fritte che un morto lo potrebbero risuscitare.
Bel volume a colori stampato con cura su una pesante carta patinata, L’Eredità è un fumetto che vale la pena leggere e cucinare con attenzione.

L’indice dei Libri del Mese

tags: , , , , , ,

Non sono presenti commenti

Lascia un commento

Bisogna essere registrati per inviare un commento