Quando Ada chiama le amiche e gli amici arrivano

In un attimo la felicità è servita

25 Lug 2020

Sabato sono stata assalita da una fregola da cucina che non mi capitava da tempo.

Daniel Spoerri

Verso le cinque del pomeriggio ho iniziato a cuocere le zucchine per il carpione, stendere la pasta per le tagliatelle e impastare il pane. Ada nel mentre ha cominciato a friggere e richiamare la mia attenzione così mi sono decisa a preparare anche una ricetta del Talismano, il Petto in intingolo, un piatto che non avevo mai preparato e c’era sempre stata una buona scusa per posticiparlo.
Il petto di vitello è un modo di definire un taglio che vuol dir tutto e niente, a Roma è la fornara, in Piemonte il biancostato o la punta di petto.
In ogni caso si tratta di strati di grasso grassisssississsimo, strisce di muscoli dure come il cuoio e costole, un terzo quarto con tempi infiniti di cottura; in qualsiasi caso il macellaio dal quale vado di solito a Torino non tiene il petto di vitello.
E poi associo la parola intingolo ad una ricetta invernale di piatti caldi, sughi e polenta, invece come scopro ogni inverno compulsando l’indice la ricetta prevede zucchine, pomodori e basilico, poi arriva l’estate e me ne dimentico, rimuovo.
Infine diciamocelo: è un taglio assai economico, con poco si mangia in tanti, lo apprezzo tritato e per il brodo è perfetto, per il resto non avendo un forno a legna tra tutti i terzi quarti è quello che mi piace meno.
Ma sabato le zucchine e il basilico sono nell’orto, i pomodori in frigo, la stagione è quella giusta, Ada scalpita, il macellaio della campagna è aperto e io so che lui sa cos’è il petto, gliel’ho già comprato.
E sia! Anche se domani a pranzo saremo solo in tre – A, W ed io – è arrivato il suo giorno.

Daniel Spoerri

Anche C e M devono avere sentito il richiamo di Ada perché domenica mattina ci chiamano.
“Ehi che fate?”
“Amiciiiiiiiiii che ne dite? Venite a pranzo? C’è anche A!”
Ed è così che in una caldissima domenica di luglio un nucleo storico, amato e bollente di pentolapvessione si ritrova attorno a un tavolo a festeggiare, ridere e brindare e la felicità è servita!

Per 6 persone

Petto in intingolo

Petto di vitello 500 g
pomodori 5
zucchine 3
sedano
basilico
parmigiano 50 6
burro
crostini di pane fritti
pepe
sale

“Disossate il petto di vitello e tagliatelo in quadrati. Ritagliate poi in asticciole le zucchine e la costola di sedano che risciacquerete più volte. Ungete di burro una casseruola della capacità di circa un litro e mezzo. Seminate nel fondo la cipolla tagliata in fettine, poi collocate la carne, le zucchine, il sedano, i pomodori spellati, privati dei semi e fatti in pezzi, il parmigiano ritagliato in fettine e il basilico sminuzzato. Condite con sale, pepe, coprite la casseruola e passatela in forno moderato per un’ora e più. Quando l’intingolo sarà cotto, travasate tutto in un piatto e circondatelo con crostini di pane fritti. ”

Morale del Petto in intingolo: alla luce dei millemila gradi ammetto di non aver fritto i crostini di pane. Il petto non sarà mai uno dei miei piatti preferiti, ma A, C e M sono tra gli amici e le amiche migliori che si possano desiderare e W l’amore più splendente!

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