Quando si vuole ciò che si fa la felicità è servita

Parola di Lev

24 Ago 2020

Come ormai da tradizione, sotto la caldazza dei tropici con un’umidità che sembra di stare bordo piscina e le zanzare che fan compagnia, C e M arrivano il venerdì sera per trascorrere un allegro fine settimana a carponi sulle ginocchia per raccogliere nocciole nel noccioleto.
L’annata sembra buona, le nocciorjne sembrano tante, la terra al solito è bassa e C con le sue nuovissime ginocchiere da piastrellista è attrezzatissima.
I gradi percepiti sono così elevati che i pensieri spesso evaporano, talvolta si tostano, qualche volta friggono e ogni tanto si bruciano, ma C e M, consapevoli del rischio scioglimento calotta cranica cui vanno incontro, ogni anno ci raggiungono.

C e M, W ed io: le famiglie che amo, le amiche in carne ed ossa. Se ha ragione Tolstoj e il segreto della felicità è voler sempre ciò che si fa, a fine giornata non vedo l’ora di cucinare per tutti una ricetta di Ada da abbinare a Malauva, uno dei bianchi naturali che producono E e G.

www.malauva.it

E è la sorella di C.
C e M, W ed io, E e G, le famiglie che amo, le amiche in carne ed ossa, le storie che mi fanno sorridere, i brindisi e i sapori che allettano il palato: Lev ha ragione, quando si vuole ciò che si fa la felicità è servita. Cin cin!

Per 4 persone

Coscetto di castrato uso capriolo

Coscetto di castrato 1,5 kg
cipolla
carota
sedano 1 costola
aglio 1 spicchio
prezzemolo, un pugno
olio
chiodi di garofano
alloro
basilico
rosmarino
salvia
pepe in grani
vino rosso secco 1 bicchiere e mezzo
aceto ½ bicchiere
burro
sale
acqua 1-2 ramaioli
brodo fecola di patate
marsala
gelatina di ribes 1 cucchiaio colmo
pinoli 1 pugno
scorzetta d’arancia candita 1 cucchiaio

Morale del Coscetto di castrato uso capriolo: il piatto è davvero squisito!
Non avendo trovato un coscetto di castrato ho cucinato un cosciotto d’agnello, al posto della gelatina di ribes ho amalgamato alla salsa la marmellata di mirtilli e non ho aggiunto la scorzetta d’arancia perché credevo non piacesse C ed era ugualmente squisito.
La marinata regala alla carne sapore e morbidezza e la salsa nappa alla perfezione. Entrambe sono perfette per tagli e tipi di carni con personalità.
Se siete curiosi di sapere la ricetta per intero, come mi disse una simpaticissima compagna di classe alla versione di maturità quando le chiesi di suggerirmi una frase: pagina 598 del Talismano della felicità…
Scherzo 🙂 ecco servita la ricetta.

Tritate carota, cipolla, sedano, aglio, prezzemolo e mettetele a rosolare a fuoco basso basso per una buona mezz’ora con un filo d’olio, 3 chiodi di garofano, una foglia di alloro, una punta di basilico, un rametto di rosmarino, salvia e qualche grano di pepe. Non fate imbiondire troppo. Quando gli erbaggi saranno appassiti versate nella casseruola un bicchiere e mezzo di vino rosso, io ho usato barbera, e ½ bicchiere d’aceto, avevo quello di mele. Fate bollire per qualche minuto poi spegnete e lasciate raffreddare.
Ricoprite quindi il coscetto con la marinata e lasciate il pezzo in ammollo per almeno un giorno e una notte ricondadovi di girarlo di quando in quando.
Al momento di cuocerlo scolatelo, asciugatelo e mettetelo a cuocere in un nuovo battuto di cipolla, carota e sedano che sfumerete poi con la marinata filtrata.
A cottura ultimata, un’ora abbondante a fuoco basso, disponete il cosciotto nel piatto di servizio e procedete con la salsa.
Lasciate sobbollire per due minuti circa il fondo di cottura, se è troppo denso aggiungete un po’ d’acqua, filtrate il sugo, versatelo in un pentolino e rimettetelo sul fuoco, fatelo addensare con una punta di fecola sciolta in due dita di marsale, uniteci una bella cucchiaiata di gelatina di ribes, un pugno di pinoli e una cucchiaiata di scorza d’arancia e fate amalgamare bene il tutto. Ada fuori dal fuoco aggiunge anche una bella noce di burro, io ammetto di non essermela sentita. La felicità.

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