Rotacismo e Torrone/

/Votacismo e Tovvone

7 Ott 2020

Perché non avevo ancora cucinato questa ricetta?
ToRRone.
Una ricetta difficile da leggersi, fatta di cotture di zuccheri a caramella e scritta in un italiano ormai passato, un’operazione tutt’altro che facile in cui basta un attimo per sbagliare tempo di cottura, arrotarsi e non poter tornare indietro.
E quante erre. Torrone, casseruola, cottura, bagnomaria, chiare, gonfierà, diventerà, caramella, zucchero, mescolare… le ho contate e su 355 parole le parole con la erre sono 105.
Passaggi ansiogeni ed erre disseminate dappertutto: questo Torrone a leggerlo mi è sempre sembrato una delle fatiche di Eracle.

Ma se è vero che la vita è zeppa di ansie e la dislalia è priva di erre, è vero anche che tra le 250 parole senza erre ci sono miele, nocciole e ostie, che compaiono nella ricetta ben 10 volte.
Il miele non manca, incredibilmente ho le ostie e in questi giorni sono arrivate le nuove nocciorjne sane e di buon calibro con pochissime cimiciate, un’ottima resa.
Duemila ricette or sono tra le tante che mai avrei detto, avrei mai detto che sarei diventata corilicoltrice, non conoscevo neppure l’esistenza della parola. E invece…
La vita cambia, i mondi si trasformano, le ricette passano, la terra è bassa, la evve resta, mancano #solopiù un’ottantina di ricette e Ada conosce sempre quella giusta per ogni ingrediente: ToVvone, è giunto il tuo momento!

Torrone

Miele 200 g
zucchero 200 g
mandorle spellate 400 g 200 g
nocciole spellate 200 g 400 g
albumi 2
buccia di un limone

“Mettete il miele in una casseruola, piuttosto grande, mettendo questa in un’altra più larga posta su calore moderato e contenente acqua bollente. Mescolate con un cucchiaio nettissimo. È questa l’operazione più noiosa, poiché la cottura a bagnomaria è lenta (circa un’ora e mezzo).
Dopo un’ora che il miele cuoce, montate in neve ferma le chiare e incominciate a provare la cottura del miele, che dovrà essere portato alla caramella. Allora metteteci le chiare montate, un po’ alla volta e sempre mescolando. La massa gonfierà e diventerà bianca e spumosa.
Mettete a cuocere lo zucchero, che cuocendosi a fuoco diretto e non a bagnomaria come il miele, arriva assai più presto di cottura. Quando anche lo zucchero sarà alla caramella, versatelo piano piano e sempre mescolando nella casseruola a bagnomaria, dove sono già il miele e le chiare.
Sarà opportuno che, quando la cottura del miele è ben avanzata, cominciate a preparare lo zucchero, in modo da poterlo aggiungere nella casseruola grande dopo messe le chiare. non vi stancate mai di mescolare; e siccome le chiare diluiscono necessariamente il composto, dopo fatto il miscuglio continuate un po’ la cottura.
Vedrete che la massa bianca si va restringendo e indurendo. Provatene qualche po’ nell’acqua e quando constaterete che il composto è ben duro, senza essere arrivato proprio alla caramella, mescolateci dentro le mandorle già spellate e le nocciole già private della pellicola, calde, il candito in pezzetti (questo non è indispensabile) e la raschiatura d’un limone. Mescolate in fretta perché la massa tende a indurirsi, e procurate che mandorle e nocciole si distribuiscano bene nel composto.
Ed ora il torrone è cotto; e ve ne accorgerete dal profumo che sale dalla casseruola.
Mettete delle ostie sul marmo di cucina, e su queste versate il torrone, cercando di dargli forma rettangolare, aiutandovi con una larga lama di coltello. Dovrete ottenere un rettangolo di una ventina di centimetri per quindici, e alto un paio di dita. Applicate anche sopra delle ostie, e pressate il torrone con un leggero peso. Lasciate così per un quarto d’ora e poi tagliate il torrone in pezzi lunghi, che incarterete in carta paraffinata per conservarli meglio.”

Morale del Torrone: che scoperta meravigliosa. Tutto fila liscio, il miele e lo zucchero si sciolgono e si caramellano come dovrebbero: con qualche piccola modifica diventerà una ricetta splendida per trasformare le nocciole rotte. Unica nota dolente: ne ho mangiato così tanto che mi è venuto il mal di pancia.
È incredibile come anche in questo caso Ada tenesse in serbo la ricetta giusta, è una felicità avere accanto un’amica immaginaria così eccezionale.
Con gioia e nocciorjne affronterò a breve il Torrone tenero al cioccolato.

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