excipit

15 Lug 2020

14 luglio 2010

Che amo festeggiare i compleanni ormai l’avete capito.
Che sia il mio o quello degli altri vado in brodo di giuggiole per le candeline sulla torta, i regali, i brindisi e gli auguri.
Mi piacciono addirittura i compleanni dei conoscenti e degli sconosciuti, figuratevi il compleanno delle persone che amo.
Mi piacciono così tanto che non li dimentico.

Come mercoledì 14 luglio 2010 a Torino tra afa, caldo e umidità a festeggiare con W il compleanno di N.
Gli anni precedenti sono stati complessi, qualche problema di salute, un lutto, un discreto disastro finanziario, N e P che devono vendere casa, ma ora tutto sembra andare per il verso giusto e siamo felici.
N raggiungerà il giorno dopo P al mare, W farà una mostra a Parigi in autunno, siamo appena tornati da NYC, sto organizzando per settembre la cena dei 1000, i desideri sembrano prendere forma e si respira aria di vacanza.
Largo Saluzzo, le rondini nel cielo, il dehor dello Scannabue illuminato dal tramonto rosa delle nove di sera, N in un vestito blue klein che le sta a meraviglia, W ed io.

N compie 62 anni, Torino è viva, la cena è ottima e si respira un senso di complicità. Mentirei scrivessi alcune battute precise, elencassi i regali o descrivessi i piatti assaggiati perché non me li ricordo, di sicuro nel pomeriggio sarò passata a lasciare le candeline per la torta e la sera i brindisi saranno stati abbondanti perché se ad un compleanno i brindisi e le candeline non devono mancare, figuriamoci a questo!
Della serata ricordo ancora le risate, il sapore della felicità e il suo divertente retrogusto, che in famiglia siamo sempre stati ironici e le battute non saranno di certo mancate.

Quello fu l’ultimo compleanno che festeggiai con N e anche se ancora non sempre me ne capacito, come ogni anno brindo ugualmente a quella simpatica e deliziosa liberale nanerottola presidenziale ancien régime di mia madre e le dedico un dolce – ultimo del capitolo Dolci con uova – che a partire dal nome mi ha fatto pensare a lei, dal primo momento in cui ho letto la ricetta.
Buon compleanno N e buona presa della Bastiglia a tutti!

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5 Mar 2020

Sogliole Manfredi

Non avevo ancora preparato questa ricetta perché farcita di ingredienti e di passaggi e di metti da parte questo e quello e fai raffreddare e nel mentre il lavandino è pieno di teglie che straborda, ma mi incuriosiva.
Sogliole e lingua, acciughe e prosciutto cotto, mollica di pane, vino bianco, uovo, burro, tutti nello stesso piatto e nel medesimo boccone.
E così l’ho fatta e come al solito era prelibata.

Prima si cuociono le sogliole nel vino bianco con burro e cipolla affettata fine fine fine per pochi minuti poi le si lascia raffreddare, le si impana in uovo e mollica di pane grattugiata con l’aggiunta di qualche dadino di lingua e di prosciutto cotto e le si inforna in forno ben caldo per un tempo rapidamente imprecisato, “finché non avranno preso un bel color dell’oro” e poi, per non farsi mancar nulla, appena sfornate le si finisce con qualche dadino di mollica di pane “innaffiando abbondantemente ogni cosa con il burro, nel quale avrete fatto liquefare sul fuoco due o tre acciughe”.
La ricetta delle Sogliole Manfredi a prima vista sembra desueta, ma se ci pensate bene non lo è affatto.

Rileggendo con attenzione gli ingredienti forse anche voi noterete che la differenza tra la cucina di Ada e la cucina contemporanea è che Ada unisce ciò che ora si serve scomposto: la lingua di qua, la sogliola di là, l’acciuga in centro, bilanciamento delle consistenze e della sapidità, qualcosa che dia verticalità e fortunatamente qualche grasso saturo in meno.
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17 Gen 2020

Petti

La Vita va presa di Petto.
Facile a dirsi, ma da quando ci provo ho scoperto che è più difficile di quanto pensassi.
A partire dal Petto.

Tutto Petto

Il Petto nel Talismano è un sotto capitolo a sé all’interno del macro capitolo Carni – Vitello. Non c’è il sotto capitolo Coscia o il sotto capitolo Filetto, ci sono Arrosto, Bistecchine, Costolette, Fettine, Medaglioni, Preparazioni varie, Spezzato e poi c’è lui, il Petto.
O meglio loro: il Petto e le Lombatine.
Lombatine: micro capitolo ancora da esplorare.
Petto: micro capitolo in cui mi sono negli anni addentrata con difficoltà e soddisfazione per merito di Annibale, la mia macelleria del cuore.
Annibale però è a Roma, ho bisogno di un macellaio un po’ più a portata di mannaia e da qualche tempo ho scoperto una nuova agrimacelleria che mi regala fiducia e così ci provo, glielo chiedo: “E il Petto? Ce l’ha?”
Ci confrontiamo, gli spiego e sì, ha capito, non come chi so io che fa sempre finta di capire e poi mai una gioia e com’è come non è non andiamo mai oltre la fettina, la tagliata del buon gustaio o l’ossobuco e quando accade più che un Petto è una Pippa.

Tanto petto

Tanto Petto, altro che Pippe

E quindi Petto sia.
Dopo le elaborate e tradizionali Bistecchine alla piemontese ecco servite due ricette tutto Petto, prodromi – parola che non riesco assolutamente a pronunciare – del Petto ripieno al forno di questa sera che a breve vi racconterò.

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5 Dic 2019

129 RICETTE – 1

I blog non vanno più di moda e a me mancano ancora 129 ricette.
Mi sono arenata, bloccata, spiaggiata, fermata, insabbiata, incagliata.
È ora di ripartire e poiché non so bene da che parte iniziare ricomincio da qua, dal baccalà che in realtà è uno stoccafisso e non uno stoccafisso qualunque, ma il re degli stoccafissi: lo Stoccafisso mantecato alla veneziana, uno dei piatti attorno al quale si è sviluppato e ha preso vita il mio palato. Lo Stoccafisso mantecato alla veneziana è una delle ricette apotropaiche per eccellenza del Talismano della felicità, una ricetta dell’Età antica che Ada rende magica come solo lei sa fare: non una grammatura, nessuna tempistica, alcuna indicazione circa il calore, tanta attenzione e poco alla volta.
Lo Stoccafisso mantecato alla veneziana, una di quelle ricette che ho tenuto da parte come fosse una latta di spinaci di Braccio di ferro e che mi fa riassaporare ricordi, visi, voci e luoghi ad ogni forchettata, la ricetta apotropaica perfetta da cui ripartire per digerire. 129 ricette/129 ricette – 1

 

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10 Set 2018

Il primo giorno di scuola e il richiamo della trota

reale primo giorno di scuola

Lunedì 10 settembre.
Ricomincia la scuola, rinizia l’anno, ripartono i progetti, si moltiplicano le iniziative, si stilano liste di idee utili, si individuano i temi da approfondire, si mettono a fuoco le brillanti idee da mettere in pratica, i buoni propositi, le promesse allo specchio con tanto di croce sul cuore… Eccomi settembre: sono pronta, preparo la cartella e arrivo, lo giuro! Pronti, partenza, via. I nuovi progetti non mancano.

 

– Venerdì 21 settembre alle ore 20.30, nei saloni del Circolo della Stampa a Torino (Palazzo Ceriana Mayneri – Corso Stati Uniti 27), si terrà la prima assoluta della cena spettacolo “QUALCOSA DI SINISTRA – PAROLE E ASSAGGI MANCINI”, un’idea originale mia e di Eleni Molos, attrice e ideologa mancina: un appuntamento studiato e apparecchiato a misura di mancino e per tutti coloro che si vogliano cimentare nell’impresa. L’evento è parte del cartellone di Terra Madre Salone del Gusto 2018 – Food For Change: tutto il menù vanterà ingredienti dai Presidi SLOW FOOD e sarà da sorbire rigorosamente alla maniera mancina, sotto stretta e ironica sorveglianza. Menù a cura di Marco Inglese, resident chef Palazzo Ceriana Mayneri. Mica pizza e fichi. Prenotate!

excipit

– Ho pronto un calendario di ricette da condividere del quale a breve vi renderò partecipi.
– Ho individuato familiari temi da approfondire.
– Ho stilato la solita lista degli arretrati.
– Ho come al solito Ada che grida dalla cucina: “Sara, cara, ci sarei anche io in tutto questo bailamme. Ho all’incirca centoventordici anni e vorrei tornare a casa. Ancora un anno e poi chiamo Chi l’ha visto!”
E sia Ada, croce sul cuore quest’anno è la volta buona che ti assaggio tutta.
Partiamo da te, o trota che risali i fiumi e le correnti.
Partiamo da te, che ti ho sempre trovata un pesce stupido ergo un perfetto ritratto del biondo del mio cuore. Partiamo da te, o Trota a vapore e che la felicità sia sempre con noi cara Ada.

– 180 excipit

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