Gallina del ghiottone

21 Ott 2020

La gallina che è in me

Ci sono svariate ragioni per cui non avevo ancora cucinato questo piatto.
La principale è che diversamente dalle altre duemilamila è imprecisa, nella lista degli ingredienti mancano gli odori per il brodo e nei passaggi di cottura non è riportata la bollitura della gallina.
Sottigliezze, penserete voi, ma Ada non è d’accordo ed è a lei che questa ricetta non piace: ogni volta che la leggo sbuffa, “Non l’ho riletta bene” la sento borbottare.

Da parte mia non ho mai insistito perché l’idea che lo sterno della gallina si trasformi in una “scatola senza coperchio” mi ricorda i Flintstone. Un conto è una gallina ripiena, un conto è una gallina che funge da piatto da portata: ha un che di preistorico.
Da ultimo trovare una gallina buona non è poi così semplice.
Ma ora, Ada, mancano solo più poche decine di ricette, i Flintstone mi piacciono, la gallina buona è in freezer e vedremo a cena con tutte le debite accortezze una coppia di nuovi amici: è giunto il suo momento.
Che Gallina del ghiottone sia!

La morale della ricetta è che in questi giorni non azzecco una data, la cena è programmata per la prossima settimana, fortuna che la Gallina del ghiottone è ottima perché la mangiamo per due sere e la terza insalata di gallina e in freezer litri e litri di brodo squisito che riscalderà l’inverno.
La felicità per la durata di un elevato numero di bocconi è a portata di coltello, forchetta e cucchiaio: la ghiottona che è in me è appagata e la gallina che sono esulta.

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