pentolapvessione

31 Gen 2020

Peppïare con grazia

Questa sera siamo in 3: S, S e S.
S e S sono amiche, io conosco S da una vita e negli anni ci siamo perse di vista e ritrovate, mentre S – che si chiama proprio come S – la conosco da fb: tanti amici in comune tra cui S – che si chiama proprio come S -, frequenti commenti simili, simile senso dell’umorismo e molte risate.
È da un po’ che cerchiamo di combinare una cena e finalmente il gran giorno è arrivato.


Come accade nelle serate ben riuscite le chiacchiere si stratificano, le bottiglie si stappano, le confidenze si infittiscono, le sigarette si accendono, le risate si moltiplicano e c’è addirittura chi ha un dente magico!
“Ma dai? Lo conosci anche tu? Pensa che io una volta…”
“Ahahahahahaha”
“blablabla”
“noooooo”
“Anche tu!”
“cin cin!”
Vige il segreto professionale per cui ovviamente non posso raccontarvi di chi o cosa noi si sia parlato, ma dio quanto mi piace il rumore delle calde chiacchierate tra donne, mi ricorda il peppïare del ragù: un sobbollire calmo e ritmato, prolungato, mai agitato e violento capace di regalare bolle di saporita e profumata felicità, soprattutto in serate come questa.
Che meraviglia avere un pretesto per vedersi, incontrarsi, conoscersi, ragionare assieme e spettegolare come se non ci fosse un domani che invece c’è, a rendere la serata ancora più indimenticabile!

(altro…)

17 Gen 2020

Petti

La Vita va presa di Petto.
Facile a dirsi, ma da quando ci provo ho scoperto che è più difficile di quanto pensassi.
A partire dal Petto.

Tutto Petto

Il Petto nel Talismano è un sotto capitolo a sé all’interno del macro capitolo Carni – Vitello. Non c’è il sotto capitolo Coscia o il sotto capitolo Filetto, ci sono Arrosto, Bistecchine, Costolette, Fettine, Medaglioni, Preparazioni varie, Spezzato e poi c’è lui, il Petto.
O meglio loro: il Petto e le Lombatine.
Lombatine: micro capitolo ancora da esplorare.
Petto: micro capitolo in cui mi sono negli anni addentrata con difficoltà e soddisfazione per merito di Annibale, la mia macelleria del cuore.
Annibale però è a Roma, ho bisogno di un macellaio un po’ più a portata di mannaia e da qualche tempo ho scoperto una nuova agrimacelleria che mi regala fiducia e così ci provo, glielo chiedo: “E il Petto? Ce l’ha?”
Ci confrontiamo, gli spiego e sì, ha capito, non come chi so io che fa sempre finta di capire e poi mai una gioia e com’è come non è non andiamo mai oltre la fettina, la tagliata del buon gustaio o l’ossobuco e quando accade più che un Petto è una Pippa.

Tanto petto

Tanto Petto, altro che Pippe

E quindi Petto sia.
Dopo le elaborate e tradizionali Bistecchine alla piemontese ecco servite due ricette tutto Petto, prodromi – parola che non riesco assolutamente a pronunciare – del Petto ripieno al forno di questa sera che a breve vi racconterò.

(altro…)

14 Gen 2020

Il segreto è nella salsa

Le Bistecchine alla piemontese sono una di quelle ricette in cui Ada fa trasparire tutta la sua anima e la sua indole rétro. Un piatto delle feste, una pietanza di rappresentanza, quasi che assaggiandone un boccone si possa manifestare Cavour e la brigata del Cambio al completo in pieno ‘800.
La Bistecchina alla piemontese ha carattere e burro, tartufo e pane fritto, acciughe e marsala e anche se è la coda di filetto che dovrebbe essere la regina indiscussa ci sono i piselli che richiedono attenzioni e la salsa che ovviamente deve essere all’altezza.

Preparo i piselli dell’orto, friggo “di bel color d’oro” quelli che saranno i cestini di pane incidendoli con riguardo, li metto al caldo nella stufa e mi dedico ai filetti cuocendoli al punto giusto “con burro ben caldo e a fuoco forte” e nappandoli col fondo al marsala, mi rifiuto di aggiungere altro burro alle acciughe, non ultimo con la fettina ti tartufo bianco che non ho, dispongo “nel mezzo di un piatto rotondo una piramide di pisellini”, tiro fuori dalla stufa i cestini per accomodare “in corona le bistecchine nelle loro cassette”, le cassette nel frattempo sono diventate “di bel color d’ebano” per cui butto le cassette e potrei a questo punto servire le bistecchine così, senza cassette “così semplicemente o meglio facendole accompagnare da una salsiera di salsa piemontese” e dal momento che ho carbonizzato i cestini non posso esimermi dal preparare la salsa, che è la vera rivelazione della ricetta: il sapore della felicità!
Ada non finirai mai di stupirmi!

(altro…)

9 Gen 2020

Il buon anno si vede dal baccalà

“E quindi Ada eccoci qua, ancora un nuovo anno insieme. Che felicità! Non ho tanta voglia di farti tornare a casa.”
“E io non ho nessuna intenzione di farlo, ci aspettano ancora 120 ricette assieme e poi chissà. Certo, mi piacerebbe tornare a Roma… le amiche, gli amici, il macellaio, il clima più mite, il cielo, però anche qui mi piace. E poi ora che oltre a parlare abbiamo ripreso a cucinare insieme sono ancora più felice. Certo, questa faccenda dei funghi che non puoi mangiare io non la potevo sapere quasi un centinaio di anni or sono quando scrissi il Talismano, ma l’idea di sostituirli con le melanzane al funghetto mi sembra accettabile.”
“Molto bene Ada. Con il tuo consenso procedo quindi con le sostituzioni e andiamo a cucinare. Buon anno Ada.”
“Buon anno a te.”

Oggi tre ricette diverse per tre pranzi differenti, in tutte i funghi secchi la fanno da padrona e sono stati da me sostituiti sotto la supervisione di Ada con le melanzane al funghetto, ma voi che potete mangiarli non fatelo e godetevi l’avvolgente profumo dei boschi nel piatto.
Per iniziare al meglio l’anno ho preparato un piatto il cui ingrediente principale è uno dei miei preferiti: il baccalà. Buon anno!

io amo il baccalà

(altro…)

12 Dic 2019

La felicità nel piatto

Italian gastronomista Ada Boni Giaquinto sitting on a chair and holding a book. It’s the English translation of her book The Talisman Italian Cookbook: Italy’s Bestselling Cookbook Adapted for American Kitchens. 1960s. (Photo by Mondadori via Getty Images)

“Lo sai Ada che in questi ultimi mesi per vie traverse mi hanno contatto due editori differenti per avere tue notizie.
Ci provai anche io, ma di te si sa poco o nulla. Tre o quattro foto tra le quali una che amo particolarmente, una scarna biografia, una carriera incredibile, un eccezionale libro di cucina, dissoluzione.”
“Ciò che è importante è ciò che resta nel piatto. Cosa cuciniamo oggi?”
Telline alla marinara, l’ultima ricetta del capitolo Cozze, ostriche, telline, vongole. Una ricetta dal sapore di casa.”
E in dieci minuti la felicità e il ricordo della felicità sono serviti a tavola.

(altro…)